Dalle convenzioni al fisco, dalla famiglia alle successioni: le domande che i clienti fanno più spesso, con una risposta semplice.
È un contratto annuale che comprende un numero stabilito di pareri legali e di cause. Serve a sapere in anticipo cosa è compreso e a rivolgersi all'Avvocato prima che il problema si ingrandisca.
No. L'Avvocato lavora insieme ai professionisti che il cliente già conosce e coordina la parte legale.
Dipende dalla complessità e, per le imprese, dalle dimensioni dell'azienda. I compensi si illustrano nel primo colloquio.
Sì. Il cliente viene ascoltato, la situazione viene studiata e viene indicata la strada più adatta. Senza impegno.
Sì. Viene costruita su misura, a partire dall'organizzazione di ciascuna attività: ditta individuale, SRL o SPA. Non esiste una formula uguale per tutti.
Perché dopo la firma è tardi per cambiare. Si controllano penali, rinnovi automatici, recesso, garanzie, tribunale competente e responsabilità.
È l'insieme di regole scritte con cui l'azienda si protegge dai reati commessi al suo interno. Non è obbligatorio per tutte le imprese, ma è l'unico strumento che permette di difendersi, ed è sempre più richiesto da banche, grandi clienti e Pubblica Amministrazione.
È la capacità dell'azienda di ottenere credito. Prima di chiedere un finanziamento si fa una pre-analisi della situazione finanziaria e si controllano banche dati e visure, per sapere come l'azienda appare alla banca.
Si verifica che la segnalazione sia corretta. Se è sbagliata, se ne chiede la rettifica. Se è corretta, si valuta come sistemare la situazione prima di inoltrare nuove richieste.
Lo studio verifica quali sono aperti per l'azienda e segue la parte legale: requisiti, contratto, rendicontazione e controlli. Scadenze e requisiti cambiano nel tempo, per questo vanno controllati caso per caso.
La consensuale è più rapida e meno costosa, ma serve l'accordo di entrambi. Quando l'accordo non c'è, si procede in via giudiziale.
Dipende. Una consensuale può chiudersi in poche settimane o mesi, una giudiziale può durare anche anni. L'Avvocato indica i tempi probabili prima di iniziare.
È la dichiarazione del giudice che la fine del matrimonio dipende dal comportamento di uno dei coniugi. Va provato e può incidere sul mantenimento e sui diritti ereditari.
Di regola la casa viene assegnata a chi vive con i figli, perché l'interesse dei figli viene prima di tutto.
Non c'è una tabella fissa: si guarda ai redditi di entrambi i genitori, ai tempi che il figlio trascorre con ciascuno e alle sue esigenze. Le spese straordinarie (scuola, salute, sport) si regolano a parte.
Non fino ai 18 anni, ma fino all'autosufficienza economica del figlio. Il giudice valuta caso per caso.
Si può agire con diffida, decreto ingiuntivo e pignoramento di stipendio e conti. Si può anche ordinare al datore di lavoro di versare direttamente l'assegno. Il mantenimento non pagato si può recuperare.
Sì, se la situazione cambia in modo significativo, per esempio per la perdita del lavoro o per un aumento delle spese del figlio. Serve un ricorso al tribunale.
Sì. I figli hanno gli stessi diritti. Per la coppia esistono la convivenza di fatto e il contratto di convivenza, che conviene scrivere prima che serva.
È un insieme di beni destinati ai bisogni della famiglia. Non protegge sempre da tutti i debiti, e se viene costituito dopo che i debiti sono sorti può essere contestato.
Sì, ma i termini sono brevi: di regola 30 giorni. Prima si porta il verbale all'Avvocato, meglio è.
L'amministratore può ottenere un decreto ingiuntivo contro il condomino moroso, e poi procedere all'esecuzione.
È un tentativo di accordo davanti a un organismo, prima della causa. È obbligatoria in molte materie: condominio, divisioni, successioni, locazioni, risarcimenti, diritti reali.
Si indicano al giudice i fatti da provare e i testimoni, che vengono ascoltati in udienza. Serve prepararla con cura: cosa chiedere, a chi e con quali documenti a supporto.
Dipende dal tribunale e dal tipo di causa, spesso anni. Prima di iniziare l'Avvocato valuta costi, tempi e possibilità di successo, e se c'è una strada più rapida.
No. Molte situazioni si risolvono meglio con un accordo. Non tutte le situazioni richiedono una causa.
Si cerca l'eventuale testamento, si verificano beni e debiti e si presenta la dichiarazione di successione, di regola entro 12 mesi. Prima di accettare l'eredità conviene far controllare i debiti.
Dipende dai debiti. Con l'accettazione con beneficio d'inventario l'erede non risponde oltre il valore dell'eredità. Anche certi gesti, come vendere o prelevare, possono valere come accettazione.
Il testamento olografo è valido se scritto per intero a mano, datato e firmato. Conviene farlo controllare, perché errori di forma o di contenuto sono causa di liti.
Non del tutto. Coniuge, figli e, in certi casi, genitori hanno una quota riservata per legge. Se è stata lesa, si può agire con l'azione di riduzione.
Si prova prima con una divisione consensuale. In mancanza, si può chiedere la divisione giudiziale, con stima dei beni e formazione delle quote.
Non va ignorata e non va pagata di fretta. Si contatta lo studio entro pochi giorni, con la copia dell'atto e la busta.
Dipende dall'atto: di solito tra 30 e 60 giorni. Per questo si porta subito il documento all'Avvocato.
Sì. I termini cambiano a seconda del tributo (3, 5 o 10 anni). Si controllano notifiche e atti che interrompono i termini.
Sì. Esiste la rateizzazione, fino a 72 rate, e in caso di difficoltà dimostrata sono possibili piani più lunghi. Non vanno saltati i pagamenti, perché si decade.
Sì, ma nei limiti di legge: per lo stipendio e la pensione si può pignorare solo una quota. Alcune somme non sono pignorabili.
Non si può pignorare l'unico immobile di proprietà, adibito ad abitazione e non di lusso, ma le condizioni vanno verificate caso per caso.
È il blocco del veicolo. Si può cancellare dopo il pagamento, con la rateizzazione o se l'atto è illegittimo.
Si collabora, ma si chiama subito l'Avvocato e il commercialista. Si legge prima di firmare ogni verbale e si presentano le osservazioni nei termini.
Solo in casi specifici, per esempio omesse dichiarazioni, fatture false, o mancati versamenti di IVA e ritenute sopra certe soglie. Il pagamento del debito può escludere o ridurre la pena.
È la situazione di chi ha più debiti di quanti ne possa pagare. La legge offre strumenti per ripartire: piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione.
Privati, professionisti e piccoli imprenditori che non possono usare le procedure delle grandi imprese. Serve la buona fede: non si può aver causato il debito in modo fraudolento.
Dipende dalla procedura e dal caso. Il piano del consumatore può permettere di tenerla, la liquidazione comprende i beni. Si studia caso per caso.
È la cancellazione dei debiti residui alla fine della procedura, per chi ha agito in modo corretto, così da ripartire senza il peso del passato.
Solo se la legge la prevede in quel momento. Si calcola caso per caso quanto si risparmia davvero e se il piano è sostenibile.
Si parte con la diffida. Se non basta, decreto ingiuntivo e poi esecuzione sui beni del debitore. Più tempo passa, più diventa difficile.
No. Prima si valuta se il debitore ha conti, stipendio o beni. Non si spende per recuperare da chi non ha nulla da pignorare.
I crediti si prescrivono, e i tempi variano: in alcuni casi anche 1 o 3 anni. Conviene muoversi presto e interrompere la prescrizione con una diffida.
Le risposte hanno carattere generale: ogni situazione va valutata sui documenti e sulle norme in vigore, e non costituiscono una promessa di risultato.
Si scrive qui e si riceve una risposta dell'Avvocato, oppure si chiede un primo incontro gratuito.