Cosa significa ogni atto, quali termini ci sono e come si difende chi lo riceve.
Cosa si fa: l'Avvocato legge l'atto, controlla se è valido e se il debito è dovuto, e sceglie la via più veloce per contestarlo o ridurlo. Un atto ricevuto ha scadenze precise. Per contestare una cartella o un avviso, di solito, i termini sono di 30, 40 o 60 giorni a seconda dell'atto: prima si mostra il documento all'Avvocato, meglio è.
È l'atto con cui l'ente (Agenzia delle Entrate, INPS, Comune, Prefettura) chiede il pagamento tramite l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non va pagata né ignorata prima di averla controllata.
Non c'è solo la cartella: ogni atto ha un nome, un termine e un giudice diverso.
Un debito non dura per sempre. Se l'ente è rimasto fermo troppo a lungo, il debito si estingue.
Quando l'atto è contestato, si può chiedere lo stop dei pagamenti.
Quando la riscossione passa all'esecuzione forzata, ci sono tempi stretti e diritti da difendere.
Misure con cui l'ente blocca beni e veicoli per costringere al pagamento.
L'ente può bloccare conti, stipendi e beni solo seguendo regole precise. L'Avvocato verifica che siano rispettate.
I termini e le agevolazioni cambiano con le leggi: ogni caso va verificato sugli atti e sulle norme in vigore. Le informazioni hanno carattere generale e non garantiscono un risultato.
Il cliente viene ascoltato, la situazione viene studiata e gli viene detto con chiarezza cosa conviene fare.